"Sicuro, il mondo è questo e nulla più, ma non starò lì in silenzio ad aspettare che si freghi da solo."
Vignette, illustrazioni ed immagini dal mondo broiolo.
Dicevo che la vignetta aveva suscitato alcune polemiche anche tra i lettori di Liberazione. Poi scopro addirittura un post-recensione su Giornalettismo. Interessante pezzo (lo dico davvero), nella tentata ”esegesi” però, assai parziale rispetto a me e al mio "avvelenato" vignato. Ma ecco che scorgo tra i commenti al suddetto pezzo, il commento di un tal Alvise Spanò (certamente un omonimo del "più lucido intellettuale italiano", che difatti scrive satira su Paparazzin). Ora il commento dell’Alvise-omonimo mi soddisfa, per cui lo fo mio. Riecco il link all’articolo apparso su Giornalettismo a firma di Luigi Castaldi, e invece di seguito riporto integralmente l’intervento di Alvise Spanò (l’omonimo). E' lunghetto, ma tant'è, non è che l'argomento sia proprio sempliciotto.
"Affermazioni opinabili nell'articolo apparso su Giornalettismo:
1) Il magistero sociale della Chiesa “pare di fatto più flebile, se non più ambiguo” sui temi che comprendono “la difesa dei deboli e degli emarginati, il ripudio della guerra senza «se» e senza «ma», l’intoccabilità di Caino” - Basta leggere il Vangelo per capire che Cristo e’ dalla parte degli ultimi - Basta leggere la Pacem In Terris per capire che Giovanni XXIII ha detto che nell’era nucleare la guerra e’ follia - Basta leggere la Genesi e rileggere il Vangelo per capire che nemmeno Caino e Giuda possono essere giudicati dagli uomini, che non possono sostituirsi al giudizio di Dio e sono chiamati a perdonare settanta volte sette. Chi dice il contrario o è teologicamente ignorante, o e’ in malafede. Il problema e’ che queste questioni sono state talmente ignorate dal potere secolare della Chiesa che il marxismo ha avuto buon gioco a “scippare” questi temi, che pero’ prima di essere “di sinistra” sono principalmente e profondamente cristiani, come ci hanno ricordato “senza se e senza ma” Don Milani e Don Tonino Bello.
2) Interpretare Cristo sulla base della sola lettera dei vangeli, senza la mediazione autoritativa della tradizione, è protestantesimo. A questo si può obiettare che giocare con le parole e con la “mediazione autoritativa della tradizione” per snaturare e annacquare il messaggio di Cristo e’ semplicemente blasfemo, e la blasfemia e’ lontana dal messaggio di Cristo molto piu’ del protestantesimo. La tradizione e il magistero servono per chiarire cio’ che e’ oscuro e contestualizzare il messaggio di Cristo nella storia e nell’oggi, non per trasformare il povero di Nazareth in un sostenitore delle politiche sociali anticristiane portate avanti a destra e manca. Per quanto possa essere autorevole il magistero della Chiesa, non potra’ mai negare l’opzione preferenziale per i poveri che ha caratterizzato tutta la vita di Gesu’ Cristo a partire dalla sua nascita. Che avrebbe fatto Cristo oggi? Sarebbe in Vaticano o nei campi Rom? E’ questa la domanda chiave a cui Mauro Biani ha cercato di dare risposta con il linguaggio della satira. Passiamo ad altre affermazioni spacciate come verita’ della Chiesa, ma che sono verita’ solo per una sua parte, e non verita’ di fede per tutti:
3) La piena emancipazione dei deboli non è nella risposta ai loro bisogni materiali, ma nella fede, nella speranza e nella carità, virtù che manco a farlo apposta sono teologali. Io invece leggo i documenti del Concilio e non leggo che “pane quotidiano” e’ un optional, ma leggo che “Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati DEBBONO essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della GIUSTIZIA, inseparabile dalla CARITÀ, Pertanto, quali che siano le forme della proprietà, adattate alle legittime istituzioni dei popoli secondo circostanze diverse e mutevoli, si deve sempre tener conto di questa destinazione universale dei beni”. E quindi come la mettiamo se la GIUSTIZIA e’ inseparabile dalla CARITA’? Troppo comodo giocare su internet mangiando tre pasti al giorno e teorizzando che Dio (infinito amore) e’ indifferente a chi muore di fame, basta che sia fedele, speranzoso e caritatevole, e poco importa se muore a sei mesi di diarrea per l’acqua inquinata anche dalla nostra avidita’. Queste sono le bestemmie gravissime, altro che il “protestantesimo” di chi prende sul serio le parole del vangelo: negare i documenti conciliari, svuotare e smaterializzare la carita’ scorporandola dalla giustizia, teorizzare la guerra giusta a dispetto del “non uccidere” e del comandamento dell’amore, lasciare i poveri nella loro miseria, anche se quello che facciamo a loro e’ fatto a Cristo, perche’ tanto basta che siano “virtuosi” e avranno il paradiso, mentre noi se saltiamo un pasto ci sembra di essere all’inferno.
4) no alla guerra, ma quando è necessario si rispolverano i padri e i dottori della Chiesa che ammettevano una “guerra giusta”; Questa affermazione denota una profonda ignoranza, probabilmente dovuta alla lettura della cattiva traduzione in Italiano della “Pacem In Terris” anziche’ il suo testo originale in latino. Papa Giovanni ha detto che la teoria della “guerra giusta” andava bene fino all’artiglieria pesante (e quindi non ha rinnegato il messaggio dei suoi predecessori, cosa che gli sarebbe stata dottrinalmente impossibile) e ha aggiunto che dalla bomba atomica in poi LA GUERRA E’ FOLLIA. Questo rospo non va giu’ a tutti i cappellani militari, i cristiani con l’elmetto e a chi si e’ fermato al Dio degli eserciti del vecchio testamento senza aver mai conosciuto il Gesu’ del perdono e dell’amore che ha scritto una nuova alleanza tra Dio e gli uomini, e da qui il rifugio rassicurante nei testi “antichi” che pero’ sono stati sorpassati e confinati al loro contesto storico, sociale e militare dalle parole luminose di Papa Giovanni. Per riscoprire la “Pacem in Terris” nel suo messaggio piu’ vero e’ profondo puo’ essere utile il recupero del testo Latino fatto da Pax Christi. Compito per casa. prima di parlare di guerra giusta ripassare il magistero della Chiesa
Detto questo, io da CREDENTE, CRISTIANO e CATTOLICO applaudo all’iniziativa di Mauro Biani, sulla quale tutti hanno fatto le loro capriole intellettuali, filosofiche e moraleggianti, ma che e’ solamente un “promemoria di vangelo”, per quelli che ricordano solo le parti che gli fanno piu’ comodo, e non la sua vicinanza ai poveri fin dalla nascita. “Lo Spirito del Signore è sopra di me; perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4:18) Quella vignetta ci parla di coerenza (se seguiamo Cristo dobbiamo abbracciare integralmente il suo messaggio senza un “self service” dei principi) ci parla di accoglienza (in ogni Rom c’e’ Cristo povero e sofferente) e ci parla di noi, perche’ quel “tutti” nel testo della vignetta non e’ rivolto al Papa, o al Vaticano, o ai credenti, ma a ciascuno di noi, a tutti quelli che hanno interesse a far coincidere cio’ che fanno con cio’ che professano. E anche a me, che perdo tempo a replicare a questi articoli e a chi li scrive. Faremmo molto meglio entrambi, lo scrivente e il replicante, a scendere per strada e chiedersi in quale dolore e sofferenza umana possiamo incontrare Cristo guardandolo negli occhi degli ultimi, perdendo un po’ di prosopopea intellettuale e acquistando quella profonda saggezza che possiedono quei “pretini in prima fila” descritti forse con troppa sufficienza in questo articolo, che magari non cambieranno il mondo ma comunque sono sempre mille passi davanti a noi sulla strada che conduce a Cristo."


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