"Sicuro, il mondo è questo e nulla più, ma non starò lì in silenzio ad aspettare che si freghi da solo."
Vignette, illustrazioni ed immagini dal mondo broiolo.

Le condizioni di cui parla Frattini. Invece qui sotto l'amaca di Michele Serra su La Repubblica di giovedì
Le aggressioni razziste (i bianchi in branco contro uno sporco negro: l'ultima l'altro giorno a Roma, lo "sporco negro" ha perso un occhio) valgono oramai una notizia a una colonna e non su tutti i giornali. Impressionante con quanta rapidità ci siamo assuefatti a un sottogenere particolarmente disgustoso della violenza. Nella sola Capitale gli episodi si contano oramai a decine, una casistica che giustificherebbe ampiamente il rango di “emergenza criminalità”, non fosse che la stessa emergenza è passata di moda. Ordinario quasi come gli scippi e le rapine, il pestaggio razzista ha forse lo svantaggio, e lo dico con sgomento, di essere avvertito con minore intensità a seconda di chi lo giudica. L'elemento aggravante (aggravante anche per la Costituzione, e per le leggi vigenti) viene visto da parte della pubblica opinione quasi come un’attenuante. Inevitabile insofferenza verso l'invasione degli stranieri. Manifestazione estrema, ma spiegabile, del disagio dei giovani indigeni che vedono i loro quartieri, i loro giardinetti, i loro localini espugnati da tribù rivali. Come se la formazione di ghenghe autoctone, e di pura razza ariana (Centocelle, si sa, è da sempre una tipica enclave ariana) fosse una reazione fisiologica e non, come è, una nuova pestilenza; Presto ci scapperanno i morti: sarà "emergenza" per due o tre giorni. Poi amen. (Michele Serra)
Aggiornamento: Daniela, in un commento su facebook, dice inoltre: "Sing Navte, indiano, picchiato e bruciato a Nettuno il 1 febbraio, Mohammed Basharat, pakistano, picchiato selvaggiamente a Roma il 23 marzo, Samba Sow, senegalese, picchiato perde un occhio a Roma il 13 aprile. Ma per sapere le condizioni di salute di questi 3 nostri fratelli, cosa si deve fare?" E infine segnala questa iniziativa: "Facciamo la spesa da Basharat".
L’associazione Antigone ha curato un piccolo volume dal titolo eloquente "Il carcere spiegato ai ragazzi", pubblicato dalla casa editrice Sinnòs, cooperativa sociale di ex detenuti, e distribuito dalla Regione Lazio ai ragazzi delle scuole superiori. Il libro è composto da brevi capitoli con testi curati da Antigone, ognuno dei quali dedicato a un aspetto della vita carceraria e illustrato da una singola tavola. Le tavole sono state disegnate da: Federico Appel - José Angel Arias - Mauro Biani - Stefano Casini - Paola Cassiano - Chito - Francesco Cipriani - Dido - Ellekappa - Francesco Feola - Milo Manara - Mario Marietti - Leo Ortolani - Nico Pillinini - Marco Pinti - Dariush Radpour - Andrea Rivola - Vincenzo Sparagna - Sergio Staino - Vauro - Allegra Via. Verrà distribuito ai ragazzi dei licei che prenderanno parte a “La settimana della legalità. Con le armi della cultura”, organizzata dalla Regione dal 10 al 14 marzo presso il teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi (via Nazionale 183, Roma). Cinque giorni di incontri e dibattiti tra gli studenti del Lazio e i protagonisti della lotta alle mafie. L’intero evento sarà accompagnato da una mostra delle 21 tavole – il disegno di copertina e una per ciascuno dei 20 capitoli del libro, le cui stampe saranno appese alle pareti del teatro. (quassù la mia tavola).
Aggiornamento: il libro è dal 23 al 26 marzo in esposizione nello stand di Sinnòs alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna.
Mills, i desaparecidos, i lodo, l'alitalia, e poi il lavoro, i diritti umani dei migranti, etc. etc. etc. Niente più pare scalfire il glorioso poppolo italiano. Chissà, forse l'indignazione ce la riinsegnerà il "clandestino".

Nonsense di colpa. E sapere, sì. E poi c'è quest'altra notiziola che qualche brainstorming, ronzante in testa, me la fa associare comunque alla vignetta "sempreverde" di cui sopra. Dis-crimine su dis-crimine, si va.

Qualche notizia: Gemello Atene e Gemello Genova.
Ot: segnalo che col modesto Gubitosa, abbiamo aperto i battenti di "Mediasèttete", uno dei blog ospitati da Micromega. I primi 2 post sono l'uno sul caso dei tagli alle casa-famiglia a Roma (già trattato qua) e l'altro su copyright e la regolamentazione internet di Berlusconi.
Una lettera-appello (che trovate in coda al post) inviata da operatori sociali ed educatori professionali di Roma che denunciano una "grave situazione di disagio" nei centri di accoglienza per madri con figli minori e persone senza fissa dimora per i prossimi "tagli" annunciati dal Comune, è stata rilanciata anche attraverso una mia vignetta e un pezzo di Alvise Spanò, usciti ieri su Liberazione friprez. Nei prossimi giorni altre iniziative.
Casa, famiglia, patria e libertà. Di Alvise "Homeless" Spanò alvise.spano[at]gmail.com
"Ma proprio non l'avete capito perché la "Casa delle libertà" ha cambiato il suo nome in "Popolo delle libertà"? E' molto semplice: per la casa ci vuole un tetto, e bisogna pagare le spese di condominio, mentre il popolo può stare anche all'aria aperta in mezzo alla strada, e se cerca riparo sono cazzi suoi. A fare le spese di questo salto culturale e semantico sono state le "Case Famiglia" che accolgono madri con figli minori e persone senza fissa dimora del Comune di Roma, ai quali sono stati tagliati i finanziamenti perché il popolo delle libertà può benissimo cavarsela da solo senza un tetto sulla testa, e degli altri chi se ne fotte. Ma in tutto questo non si è riusciti ad evitare i soliti piagnistei assistenzialisti, le fastidiose lacrime di coccodrillo degli operatori sociali che non hanno saputo aggiornare la loro professione: è come se i maniscalchi si lamentassero perché la gente non va più a cavallo, o i telegrafisti volessero continuare a usare l'alfabeto morse negli uffici delle poste. Questa gente che punta ancora sui servizi sociali come prevenzione del disagio non ha capito che oggi l'aria è cambiata,

Per ora questo.
La vignetta 2 è per cinefili. Il film è "indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri e il protagonista il gigante Gian Maria Volontè.

Vignetta e pezzo scritto, oggi su Liberazione friprez
Disegnare sotto dittatura di Alvise "Dalai Mamma" Spanò alvise.spano[at]gmail.com
E' proprio vero che per fare successo bisogna andare all'estero: mentre in Italia la satira disegnata langue nel suo torpore senile, in Birmania per diventare famosi basta piazzare una vignetta al posto giusto. Certo, c'è anche questa condanna a venti anni di carcere, stagione più, stagione meno, ma per il ventottenne Nay Phone Latt questo è stato un piccolo prezzo da pagare per togliersi lo sfizio di prendere per il culo il regime più stronzo del mondo. "Generale, noi chiediamo di discutere dei nostri diritti umani", diceva il ragazzo disegnato nella vignetta incriminata, e un soldatopoliziotto con randellone a punta rispondeva sincero: "Ragazzo, sei sicuro che io sia ancora umano?" . Per questa bravata dobbiamo ringraziare quei sovversivi dei monaci buddisti, sempre troppo telegenici nel sanguinare, che hanno fatto incazzare a più riprese la giunta militare della Birmania provocando una repressione crudele.
Nasim Fekrat, un giovane blogger afgano. Vi avevo già parlato del suo progetto di “blogging workshop”, in un Paese dove poter “bloggare” e avere un blog in più, significa davvero allargare la libertà di espressione e di opinione. Oggi Liberazione ospita una mia intervista a Nasim (e ringrazio Meri per il “gancio” e per la sua traduzione dall’inglese). Qui potete scaricare il PDF della pagina. Di seguito l’intervista.
"Abbiamo incontrato Nasim Fekrat, un giovane blogger afgano (afghanlord.splinder.com), reporter e fotografo freelance, che vive e lavora a Kabul. La sua storia è simile a quella di tanti giovani afgani che non hanno mai conosciuto la pace ma solo sofferenza e morte. Per qualche tempo è stato anche costretto ad abbandonare l’Afghanistan per le minacce subite da chi non accettava una voce libera e irriducibile come la sua . Ed ha “solo” 25 anni. Ora uno dei sogni di Nasim è quello di portare avanti in Afghanistan, dove anche l’elettricità è un lusso, un progetto appena iniziato di blogging workshop, un laboratorio per insegnare a bloggare agli studenti, ai giovani giornalisti ed a tutti coloro che vogliano apprendere come scrivere e diffondere le proprie idee sul web.



E qui il "disagio" del Belpaese coi Rom.

La vigna oggi su Liberazione

La notiziuola
La vigna sta oggi su Libbe meriggioEdition
Ieri, come annunciato, in edicola con l'Unità: Emme 35. Ecco quassù le mie tre vignette sortite.
P.s. il dibbattitto sulla vigna continua. Interessante per giunta. Oggi su Liberazione meriggio edition, vigna sull'emergenza caldo. Puff.

La gioiosa notiziuola.
La vignetta oggi su Liberazione del meriggio.

Guardate che domani (domenica 18) esce uno scoppiettante numero di Paparazzin (il 43esimo) su Liberazione. Ci onorerà della sua presenza anche Riccardo Orioles. Non perdetelo oh passanti e ripassanti rimasti ancora con qualche neurone in testa, 'che qui me pare ci sia la corsa all'estinzione. Dei neuroni dico.
p.s. Tank's for Pipistro, grande intellettuale, poeta, grande e basta.

Antimafia Duemila, le mie vignette
Battelloebbro
don Franco Barbero
Erroneo
Horror Fasano
Il "sito bandito" del reparto ove educa il Mauro
Il giornale coi miei ragazzi
IUSM il Mauro prof universitario
Kaos di Nichelino
L'Url di Ettorre
Le mie vignette in padania
le sculture di Mauro
Libera
Matteo Ghione
Mauro Biani educatore e intellettuale
Maus maus
Miss Aluccia
Movimento Nonviolento
spartaus
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